Disabilità: la vita dopo la scuola

È noto che il passaggio alla vita adulta costituisce per tutti una delle fasi cruciali dell’esistenza e per i giovani con disabilità intellettiva tale difficoltà assume una complessità ancora più rilevante.

Fino a quando la persona è nella scuola, infatti, sono garantite una serie di prestazioni sanitarie, assistenziali e educative che contrastano la strutturazione della disabilità e sostengono l’inclusione nella comunità dei pari. Molto spesso queste condizioni cambiano drasticamente all’uscita dai circuiti formativi: i servizi si fanno più limitati, la componente riabilitativa tende a scomparire e gli aspetti terapeutici sono ricondotti al medico di famiglia.

Oltre alla riduzione di queste opportunità di sviluppo delle abilità pratiche e sociali va considerato che la prospettiva di vita media si è allungata e lo stato di salute durante l’età adulta va incontro a inevitabili processi di deterioramento, specie per le persone con la disabilità intellettiva e sindrome di Down. La letteratura scientifica precisa che il deterioramento riguarda le funzioni cognitive, le capacità di adattamento e di comunicazione interpersonale, con un’elevata frequenza dei disturbi mentali.

Da questa disamina e dall’esperienza maturata come Educatore Professionale al Centro Diurno Comunale per la Disabilità di Foggia, che ho deciso di dare vita ad un nuovo tipo di Servizio sul territorio di Manfredonia rivolto a persone con disabilità intellettiva in età adulta e alle loro famiglie: La Casa di Antonia.

La Casa di Antonia nasce con la ferma volontà di migliorare la qualità della vita di queste persone attraverso Progetti di vita e piani di intervento riabilitativi individualizzati a sostegno dell’autonomia e delle abilità sociali  all’interno di una programmazione orientata alla vita adulta.

Aiutare la persona ad essere connessa con se stessa per rimanere connessa con il mondo è una degli obiettivi fondamentali degli interventi; occorre aiutare la persona disabile a dare un significato a quello che sente, ad essere compreso, e comunicare in modo comprensibile agli altri. Questo è possibile tramite la complementarietà delle varie funzioni della mente e del corpo, che vanno stimolate ed esercitate in modo che la persona sia capace di orientarsi rispetto a sé stessa e agli altri.

Tra i punti cardini del Servizio c’è il sostegno alla salvaguardia della domiciliarità  della persona in situazione di disabilità all’interno del proprio nucleo familiare e del suo contesto sociale. Monitorare le sue abilità di base per poi lavorare sul potenziamento delle stesse guidandolo all’interazione con il territorio e gli altri servizi.

Per questo il Servizio include nei programmi di assistenza riabilitativa e socio-educativa anche interventi diretti e indiretti sulle famiglie che diventano così, nello stesso tempo, destinatari di aiuto e co-attori responsabili del processo di recupero e crescita del loro congiunto.

Il lavoro con le famiglie si sviluppa instaurando con loro una comunicazione costante basata su una chiara informazione e collaborazione nella gestione dei molteplici compiti che la famiglia svolge, sia nei momenti critici che di disagio, nello sviluppo della vita quotidiana e di trasferimento di abilità tecniche per meglio affrontare il rapporto educativo con il proprio familiare.