Chi sono

CHI SONO

Il mio nome è Michela Dicembrino e sono un’Educatore Professionale con oltre dieci anni di esperienza, che ha profondamente a cuore il tema della disabilità.
Sono laureata in “Educazione Professionale” presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Foggia. Dal 2010 mi occupo di sviluppare progetti socio-educativi individualizzati per persone con disabilità fisiche e psichiche, dapprima presso il Centro Diurno Socio-Educativo e Riabilitativo Comunale di Foggia, poi come libera professionista presso “La casa di Antonia”, che ho fondato nel 2017. Nel 2013 ho conseguito il Master in Management Sanitario per le funzioni di Coordinamento nelle Professioni Sanitarie. Ho completato a Roma il Diploma triennale di “Consulente Familiare” presso la Scuola Italiana di Formazione di Consulenti Familiari (S.I.Co.F.). Dal 2005 mi occupo, in qualità di servitore insegnante, di famiglie che hanno problemi alcolcorrelati e complessi secondo l’approccio ecologico sociale (metodo V. Hudolin), nel Club Alcologico Territoriale (CAT) presso la Parrocchia San Camillo de Lellis.

Perché “La casa di Antonia?”

Quando presento “La casa di Antonia”, la prima domanda che, inevitabilmente, mi viene rivolta è: chi è Antonia? Per rispondere devo condividere una breve storia personale, che a mio parere illustra perfettamente l’essenza e i valori da cui questo progetto trae ispirazione. Antonia era mia nonna, una donna dal cuore grande, che ha dato moltissimo a tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerla. Abitava in pieno centro a Manfredonia, vicino alla stazione, e aveva fatto della sua casa un punto di riferimento per la comunità. La sua porta era sempre aperta; la sua abitazione un luogo di passaggio e ristoro, dove chiunque aveva la garanzia di essere accolto con un caffè, una parola gentile e un sorriso. Serbo un bellissimo ricordo di lei, e di quell’atmosfera di ospitalità e calore che riusciva a creare attorno a sé. Così, quando anni dopo mi sono trovata a ristrutturare quella che era la sua casa per ospitare la sede del mio progetto, non ho avuto dubbi: l’avrei dedicato a lei.

Che cos’è “La casa di Antonia”?

“La casa di Antonia” è un luogo di ascolto, accoglienza e inclusione. Un ambiente sereno in cui le persone con disabilità psichica, intellettiva e neuro-motoria possono intraprendere un percorso di crescita, supportati in ogni fase dai familiari e da un Educatore che conosce a fondo il tema e le relative problematiche. Costruiamo insieme un programma altamente personalizzato, focalizzato nel tempo, che abbia risultati misurabili e sia modellato sulle esigenze specifiche del singolo e della famiglia. Alla base del progetto c’è l’idea che anche una persona con disabilità psichica, se opportunamente seguita e stimolata secondo le sue capacità e potenzialità, possa sviluppare abilità utili nel quotidiano che gli consentano di emanciparsi almeno in parte dalla famiglia e raggiungere il miglior livello di vita possibile.

“La casa di Antonia” è un Servizio Socio Educativo e Riabilitativo, riconosciuto nell’ambito dei Servizi Tutor art. 91 del R.R. n° 4/2007.

Perché si differenzia dalle altre realtà?

Per gran parte delle persone con disabilità intellettiva, la conclusione del percorso scolastico coincide con un significativo ridimensionamento della propria vita sociale al di fuori della sfera domestica, che si limita da quel momento in poi alla frequentazione di strutture riabilitative dedicate. Nel corso della mia esperienza lavorativa all’interno di questi centri ho notato che, pur svolgendo un utilissimo servizio di assistenza e supporto alle persone disabili e alle famiglie, spesso non possiedono le risorse necessarie per lavorare in maniera approfondita su un percorso di crescita individuale, differenziato per ciascun utente. “La casa di Antonia” si pone quindi come un servizio complementare, incentrato sul singolo, che va a sviluppare e integrare l’offerta di tali strutture. Una delle principali preoccupazioni dei genitori delle persone disabili è il futuro dei loro figli: “Come faranno a vivere senza di noi?”. I giovani disabili, d’altra parte, necessitano di nuove opportunità e soprattutto di un nuovo modo di essere considerati come persone adulte in grado di fare le proprie scelte e di poter vivere con un certo grado di autonomia. In un’ottica di gestione del presente, ma anche di pianificazione del futuro, elaboriamo insieme alle famiglie un percorso mirato a ottenere per gli adulti disabili la miglior qualità di vita possibile, attraverso il potenziamento delle risorse dell’individuo, lo sviluppo di una maggiore autonomia e una migliore integrazione nella società.

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